Il futuro del SSN e il ruolo della governance strategica delle donne

26 maggio – Sala Capranichetta, Hotel Nazionale – Piazza di Monte Citorio – Roma – 16.00/19.15

AiSDeT in collaborazione con l’Osservatorio permanente per la qualità dei modelli assistenziali nei territori

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano attraversa una grave crisi strutturale caratterizzata da carenza di personale (oltre 5.500 medici di base mancanti, pochi infermieri), lunghissime liste d’attesa e un definanziamento storico, con una perdita stimata di 37 miliardi di euro nell’ultimo quinquennio.
Scenario, che ha provocato la chiusura di 74 ospedali in 5 anni, l’aumento della spesa privata delle famiglie e il ricorso crescente al settore sanitario privato.
Le principali criticità attuali del SSN sono poi date dalla fuga dal pubblico del personale, da una Medicina territoriale debole, dalla frammentazione digitale e dalla mancanza di un sistema unificato e centralizzato per la condivisione dei dati sanitari in ambito regionale e nazionale.
A questo si aggiunge anche, last but not least, la disparità di genere ai vertici dirigenziali.
Le donne, infatti, pur rappresentando la maggioranza all’interno del SSN, vedono la loro presenza nelle direzioni delle aziende sanitarie fortemente minoritaria, anzi in flessione negativa negli ultimi anni.
Pur rappresentando il 70 per cento del personale sanitario con punte che raggiungono il 75 per cento tra gli infermieri e l’80 per cento tra farmacisti e psicologi, la loro presenza si assottiglia drasticamente man mano che si sale nella gerarchia aziendale.
Nel governo delle strutture complesse la loro presenza si ferma intorno al 19 per cento, mentre nelle direzioni generali arriva appena al 23 per cento. Un divario, che non è solo statistico, ma strutturale e che riguarda le opportunità di carriera, i modelli organizzativi, la distribuzione del potere e il riconoscimento delle competenze.
Secondo dati FIASO, le donne ricoprono, oggi, un terzo del totale degli incarichi di vertice, passando dal 34,3% al 33% (-1,3%) tra il 2024 e il 2025. Mentre il numero di uomini ai vertici è cresciuto da 471 a 494 (+23), quello delle donne è sceso da 246 a 243 (-3).
La presenza femminile si è ridotta in diverse tipologie di incarichi di vertice: Direzioni Generali: (54 donne manager su 227 incarichi) – Direzioni Amministrative: (87 donne manager su 220 posizioni) – Direzioni Sociosanitarie: (53 donne manager su 118 incarichi) – Direzioni Sanitarie: (71 donne manager su 221 ruoli).
Eppure, da più parti viene evidenziato lo stretto legame tra il pensiero femminile e l’apporto positivo che potrebbe dare al superamento della crisi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), di cui sosterrebbe la necessità di una svolta etica e gestionale, ponendo al centro la cura come attenzione relazionale, non solo prestazionale.
I punti centrali dell’approccio femminile valorizzerebbero, infatti, il valore della cura, enfatizzando la responsabilità, la disponibilità relazionale e l’attenzione alle esigenze della persona e andando oltre la semplice applicazione di regole o principi astratti.
Si ritiene che aumentando l’autorevolezza, la visibilità e la quantità delle donne nei ruoli decisionali della sanità, si possa contribuire alla sopravvivenza e alla qualità del SSN stesso e a una sua migliore gestione della crisi.

Le problematiche di sostenibilità del SSN spesso ricadono sulle fasce più deboli e sulle donne, che svolgono la maggior parte del lavoro di cura non retribuito. Una valorizzazione del pensiero femminile porterebbe a una ridistribuzione più equa di questo lavoro e a una aggiore qualità dell’assistenza.
Infine, la promozione della Medicina di genere (legge 3/2018), parte integrante di questa evoluzione, riconoscendo il genere come determinante di salute per garantire cure più appropriate ed eque e prevenendo il decesso del sistema basato sull’universalismo.
Il pensiero femminile rappresenterebbe, dunque, in questo contesto una risorsa morale e organizzativa indispensabile per umanizzare e salvare il SSN dalla deriva burocratica e dalla crisi di sostenibilità.
Questo, oggi, nel ricordo della compianta Tina Anselmi, a dieci anni dalla sua scomparsa, prima donna Ministro in Italia, che ha ricoperto un ruolo fondamentale nella nascita del Servizio Sanitario Nazionale. Grazie al suo impegno, il 23 dicembre 1978, fu approvata la legge che diede vita al SSN, garantendo a tutte e a tutti gli italiani il diritto universale alla salute, come previsto dalla nostra Costituzione. Una conquista che dobbiamo difendere e rafforzare. Perché il diritto alla salute va garantito a chiunque.
L’’Osservatorio per la qualità dei modelli assistenziali della salute nei territori, intende avviare con questo incontro una serie di attività di approfondimento sul ruolo che le direzioni generali, nella loro specificità di genere, possono svolgere per rilanciare e difendere il mandato consegnato alle generazioni da chi ha lottato per la realizzazione dell’art.32 della nostra Costituzione.

Sala Capranichetta – Piazza di Monte Citorio – Roma

Martedì 26 maggio

16.00/19.15

Programma

16.00
Apertura lavori
L’azione di tutela del SSN nel segno della Legge 833
Introduce: Annamaria Parente, già Presidente Commissione Sanità del Senato – Presidente Osservatorio sui modelli e la qualità dell’assistenza sanitaria nei territori
Intervengono:
Beatrice Delfrate, Responsabile area IA Agenas
Isabella Mastrobuono, già DG Policlinico Tor Vergata (in videocollegamento)
Monica Calamai, DG AOM Liguria
Nadia Storti, già DG Azienda Sanitaria Unica Regione Marche

17.20
Tavola rotonda
Il ruolo delle donne nel management strategico delle aziende sanitarie e nei vertici delle istituzioni
Partecipano:
Silvia Cavalli,
DG ASL Roma 5
Anna PetrinI,
DG AUSL Bologna
Giovanna Baraldi, già DG Aziende Sanitarie nazionali
Cristina Matranga, DG Spallanzani Roma
Simona Carbone, DG AOU “Renato Dulbecco” Catanzaro
Sabrina Pulvirenti, DG ASP Trapani
Grazia Cattina
, DG ASL 5 Oristano
Paola Malvasio, DG Azienda Sanitaria Locale CN2 Alba – Bra
Nicoletta Natalini, DG AUSL Ferrara e Commissaria Straordinaria AOU di Ferrara
Rosaria Marino, DG ASL Roma 4
Nadia Ruffini, DG Acquisti e Progetti Speciali So.Re.Sa Regione Campania

Modera: Osservatorio Sanità Territoriale

18.30
Tavola rotonda
La maggiore presenza femminile nel management strategico sanitario un tema civile trasversale

Invitate:
Maria Domenica Castellone, Vicepresidente del Senato
Marina Sereni, Responsabile Sanità PD
Fiammetta Modena, Responsabile Dipartimento Nazionale Disabilità e Sociale Forza Italia
Maria Gabriella Di Pentima, Responsabile Sanità Fratelli d’Italia
Donatella Albini, Responsabile Salute Sinistra Italiana
Beatrice Lorenzin, già Ministro della Salute

Modera: Annamaria Parente, già Presidente Commissione Sanità del Senato – Presidente Osservatorio sui modelli e la qualità dell’assistenza sanitaria nei territori

19.15
Conclusione
Informazioni

info@osservatoriosanitaterritoriale.it

www.osservatoriosanitateritoriale.it

 

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